Come funziona
l'istruzione parentale
L'istruzione parentale è la possibilità, riconosciuta dalla legge italiana, che siano le famiglie a farsi carico direttamente dell'istruzione dei figli, anziché iscriverli a una scuola statale o paritaria. È una scelta seria e pienamente legale, fondata su precise norme dello Stato, che trovi elencate nei riferimenti normativi in fondo alla pagina. E non è affatto isolata: in Italia le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi in istruzione parentale sono passati da circa 5.000 nel 2018/2019 a circa 16.000 nell'anno scolastico 2024/2025 (dati del Ministero dell'Istruzione e del Merito). Ramidoro accompagna le famiglie in questo cammino, con l'esperienza dei suoi maestri e la conoscenza concreta dei passaggi da fare.
La comunicazione preventiva
Chi sceglie l'istruzione parentale lo comunica ogni anno, per iscritto, alla dirigente o al dirigente della scuola statale del territorio di residenza (la scuola primaria o la secondaria di primo grado, a seconda dell'età). La comunicazione si presenta in forma cartacea — con raccomandata A/R, consegna a mano protocollata o PEC — e va rinnovata all'inizio di ogni anno scolastico. Il termine è fissato ogni anno dal Ministero e coincide di norma con l'apertura delle iscrizioni scolastiche, verso la fine di gennaio. Alla comunicazione si allega una dichiarazione sulla capacità di provvedere all'istruzione e il progetto didattico-educativo che si intende seguire.
Il ruolo della scuola di riferimento
La scuola statale del territorio è l'istituto che esercita la vigilanza: prende atto della scelta della famiglia, informa il Comune di residenza, aggiorna l'Anagrafe Nazionale degli Studenti e verifica che l'obbligo di istruzione sia rispettato, assicurandosi che ogni anno l'alunno sostenga l'esame di idoneità. Non entra nel merito del metodo educativo e non lo deve "approvare": il suo compito è di garanzia, non di controllo sui contenuti.
L'esame di idoneità annuale
Ogni anno, chi è in istruzione parentale sostiene un esame di idoneità alla classe successiva, previsto proprio dall'art. 23 del D.Lgs. 62/2017. È il momento in cui il percorso svolto viene riconosciuto a tutti gli effetti. Negli ultimi anni le famiglie di Ramidoro si sono sempre appoggiate, per questi esami, all'Istituto San Giuseppe Calasanzio di Sanluri, la scuola paritaria dei Padri Scolopi, con cui c'è una collaborazione consolidata. I maestri preparano le bambine e i bambini a questo appuntamento con serenità, senza trasformarlo in una prova ansiosa.
Il passaggio alle scuole superiori
Al termine del percorso — la nostra ottava classe, cioè la terza media — i ragazzi e le ragazze sostengono l'esame di Stato conclusivo del primo ciclo (la "licenza media") come candidati esterni. Con quel titolo possono iscriversi a qualsiasi scuola secondaria di secondo grado, esattamente come chiunque provenga da una scuola statale.
Aderire in corso d'anno, anche dopo la scadenza
E se una famiglia decide di unirsi al progetto quando il termine per la comunicazione preventiva è già passato? Si può fare. Il passaggio all'istruzione parentale è possibile anche a scuola iniziata: la famiglia presenta la comunicazione alla scuola di riferimento e, se la bambina o il bambino è già iscritto e frequenta un'altra scuola, formalizza il ritiro da quella scuola. Da quel momento il percorso prosegue in istruzione parentale, e a fine anno si sostiene comunque l'esame di idoneità per la classe di appartenenza. È un passaggio semplice, ma con qualche adempimento da curare nell'ordine giusto: ti accompagniamo noi, passo dopo passo, insieme alla scuola di riferimento.
Hai un caso particolare o vuoi capire cosa comporterebbe per tuo figlio o tua figlia? Scrivici dalla pagina Contatti o vieni a una giornata di porte aperte: ne parliamo con calma.
Riferimenti normativi
L'istruzione parentale in Italia si fonda su un quadro normativo consolidato:
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Costituzione, artt. 30, 33 e 34 — dovere e diritto dei genitori di istruire i figli, libertà di insegnamento e obbligo di istruzione.
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D.Lgs. 297/1994 — Testo Unico, artt. 111 e seguenti — l'obbligo di istruzione può essere assolto con l'istruzione impartita in famiglia; gli artt. 112–114 riguardano adempimento, responsabilità dei genitori e vigilanza (affidata al Sindaco).
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D.Lgs. 76/2005, art. 1, commi 4–5 — dimostrazione della capacità tecnica o economica e comunicazione annuale alle autorità competenti.
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D.Lgs. 62/2017, art. 23 — norma vigente sugli esami di idoneità per chi è in istruzione parentale.
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Norme di contorno: Legge 53/2003, DPR 275/1999, DM 5/2021 e Linee guida del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
